La voce degli operatori: intervista a Paolo Marras, presidente Assorpas

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Paolo Marras è presidente dell’Associazione Italiana per i light RPAS  www.assorpas.it

Dronitaly, all’indomani della prima presentazione del Regolamento Enac, e in attesa degli eventi di Roma (22 Gennaio) e Milano (5 Febbraio), –  nella sezione Eventi del sito – ha voluto rivolgergli alcuni quesiti di stretta attualità.

D. Dottor Marras, gli aspetti legali ed assicurativi dell’attività con gli Rpas, la percezione da parte del pubblico e la valenza sociale di questi mezzi. Qual è a suo avviso la prima azione da intraprendere per garantire uno sviluppo armonico del mercato?

P.M. L’avvio del quadro regolato, a patto che sia tarato sulle reali caratteristiche dei sistemi e degli scenari in gioco, garantisce lo sviluppo armonico del mercato nel contesto di una competizione sana, basata su regole chiare che assicurino sistemi e operazioni sicure. Un quadro assicurativo che copra gli operatori e i produttori rappresenta la condizione abilitante di uno sviluppo in cui, al crescere dei numeri, statisticamente gli incidenti potranno accadere.

D. Alla luce della pubblicazione del regolamento Enac, avvenuta alla fine del 2013, come lo giudica e, se Assorpas lo vorrebbe differente, in che cosa?

P.M. Il Regolamento, di cui condividiamo i principi, è solo il primo passo del percorso normativo e sarà seguito (come più volte anticipato da ENAC) da una Circolare attuativa e dalle linee guida. Saranno questi ulteriori livelli di regolamentazione a determinare in modo concreto le modalità di evoluzione del mercato e la gestione del periodo di raccordo tra la situazione attuale e il futuro. ASSORPAS ritiene che chi opera nel settore possa e debba dare un fattivo contributo in termini di efficacia e condivisione alle fasi finali di questo percorso. Per questo, a nome della comunità che rappresentiamo (oggi di quasi 70 soci), in linea con le nostre Linee di azione strategica e con quanto emerso durante il nostro incontro di presentazione di settembre, presso le direzioni interessate, ASSORPAS ha chiesto a ENAC di partecipare, fornendo il proprio contributo, alle fasi attuali del processo di regolamentazione, concentrato sulla definizione degli aspetti attuativi della normativa nazionale.

D. Quali sono, al momento i limiti maggiori dei light Rpas?

P.M. In linea di principio non sono tecnologici ma di sistema, nel senso che la possibilità di volare in un quadro regolato e standardizzato consente lo svolgimento di attività controllate, l’acquisizione dei relativi dati statistici e quindi la possibilità di fare crescere procedure, tecnologie e normative come normalmente avviene nel contesto aeronautico. L’auspicio, in tal senso, è che visti i sistemi e le aziende in gioco, le dinamiche evolutive siano più rapide ed efficaci. Solo l’inquadramento di tecnologie in rapidissima evoluzione in un contesto strutturato può garantire tutti coloro che saranno coinvolti nelle attività degli RPAS e in definitiva consentire “l’accettazione pubblica” dell’uso professionale e commerciale diffuso di questi piccoli sistemi volanti.

D. Quale volume d’affari genera oggi il settore in Italia (soltanto light Rpas)?

P.M. Il volume d’affari è difficilmente misurabile se si considera che fino a oggi il mercato è stato principalmente sommerso, qualitativamente i numeri in gioco sono quelli di centinaia di operatori interessati in Italia, mediamente sono aziende con elevate competenze, tipicamente non prettamente aeronautiche e di piccole dimensioni. Ma è opportuno non trascurare gli interessi delle grosse aziende che vedono delle opportunità interessanti anche per loro.

D. Al di sotto dei 150 kg ogni Paese può normare gli Rpas come desidera. Ma un operatore francese oppure tedesco può operare in Italia e viceversa anche se la normativa alla quale è soggetto è differente. Questo sfavorisce per esempio gli inglesi, ma facilita i francesi nel mercato italiano. Non era meglio uniformare le legislazioni nazionali anche sotto i 150 kg Mtom?

P.M. Il contro di avere il limite dei 150 Kg per la competenza EASA (e quindi a livello europeo), è quello di un approccio frammentato, il pro è relativo ad una “vicinanza” dell’autorità aeronautica alle aziende e agli scenari nazionali, nell’ambito di legislazioni quasi sempre caratterizzate da peculiarità Nazionali. Quindi la speranza è quella di partire su base nazionale e procedere ad una omogeneizzazione europea per favorire l’internazionalizzazione dei mercati. Ora sarebbe impossibile aspettare i tempi del processo legislativo europeo o costringere la piccola azienda Italiana a recarsi a Colonia in EASA per avviare un processo di autorizzazione.

D. I prezzi di mercato di un giorno di lavoro di un light Rpas per riprese foto/video è di circa 1500 euro su otto ore. Considerando che l’opinione pubblica non è al corrente delle prescrizioni normative in vigore in termini di affidabilità, preparazione dei piloti e assicurazione, non si corre il rischio che clienti non informati si rivolgano a operatori abusivi al minor costo?

P.M. SI, questo è il rischio contro il quale lavora Assorpas seguendo delle sue linee strategiche divulgando e creando contatti con altri stakeholder (applicativi, istituzionali etc…) per favorire la conoscenza sulle normative, dei loro risvolti e implicazioni, ma anche delle caratteristiche degli RPAS e delle loro operazioni in relazione agli scopi applicativi. Proprio su questi due versanti Assorpas ha recentemente tenuto due presentazioni all’evento internazionale CivsOps tenutosi a Bruxelles.

D. Il mercato Rpas tra cinque anni. La sua visione?

P.M. Vedere un drone volare per attività commerciale non sarà un’eccezione, ma un fatto comune, anche se è ragionevole pensare che non avremo stormi di RPAS autonomi che voleranno per consegnare dei piccoli pacchi in scenari urbani come paventato da forti attività di comunicazione fatte recentemente da importanti aziende. Invece è ipotizzabile prevedere che, in ambito civile, quindi senza considerare quelle prettamente a fini di sicurezza, le applicazioni più diffuse saranno quelle a più alto valore aggiunto da un punto di vista sociale (pensiamo a quelle di protezione civile), da un punto di vista economico (applicazioni tecniche di monitoraggio industriale, ambientale eccetera), e da un punto di vista della semplicità e diffusione (riprese aeree professionali).

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