USA, l’agricoltura guida il mercato

L’annuncio della FAA americana di aver scelto i sei luoghi degli Usa nei quali sperimentare l’integrazione dei droni con lo spazio aereo circostante (vedi ), e il grande entusiasmo suscitato dall’idea delle consegne automatizzate detto “Prime Air” proposto da Amazon, stanno provocando negli Stati Uniti un crescente interesse nella costruzione di Rpas, tanto da spingere molte aziende e società di capital venture a investire in questo settore.

La maggiore associazione americana di settore (Auvsi) ritiene che nel 2014 l’80% del mercato interno agli States sarà dedicato ai mezzi per l’agricoltura, per il solo motivo che ridurrà i costi dovuti all’impiego di elicotteri o fuoristrada per il controllo dei grandi appezzamenti di terreno. Gli studi più approfonditi in questo ambito di applicazione degli Rpas rivelano che la fotografia con sensori iperspettrali possono rivelare lo stato di salute delle piante prima dell’occhio nudo. Questa possibilità consente agli agricoltori di poter dosare opportunamente i fertilizzanti oppure i pesticidi, coltivando in modo più sano, risparmiando denaro per l’acquisto di prodotti chimici e anche limitare l’impatto sull’ambiente. In Georgia, Corea del Sud e Australia risultano in servizio 2.400 elicotteri-Uas giapponesi Yamaha RMAX (nella foto in basso e si http://rmax.yamaha-motor.com.au/ ), che nel Paese del Sol levante coprono ogni anno una superficie di 2,4 milioni di acri. In cifre, questo sistema consente di risparmiare da 17 a 54 dollari per acro, aumentando l’efficacia dell’irrorazione del 54% e riducendo la quantità di pesticidi del 40%.

Nel settore della protezione civile, in Canada durante lo scorso mese di novembre è stato utilizzato un drone per ritrovare un disperso a causa del cattivo tempo. Il sistema ha volato per sei ore munito di termo-camera e ha localizzato l’uomo salvandolo, prima che l’ipotermia lo uccidesse.

Per questi e altri motivi, compresa l’intenzione di utilizzare gli Rpas per sorveglianza in operazioni di Polizia, la FAA deve lavorare sodo per definire gli standard minimi di sicurezza e aeronavigabilità dei mezzi. In particolare, è in fase di discussione, presso il Congresso a Washington, una bozza di normativa per rendere l’uso dei mezzi a pilotaggio remoto compatibile con quanto specificato dal Quarto Emendamento, la legge che per oltre due secoli ha garantito la privacy dei cittadini americani, e dalla massiccia letteratura giuridica esistente in materia. L’associazione Auvsi ha proposto di creare un registro dei produttori, approvato dalla FAA, rilasciando alle aziende un “codice” di identificazione e un permesso di condotta che possa rendere riconoscibili i mezzi e le credenziali del pilota remoto, garantendo che costui non li utilizzi in modo sconsiderato né invadente.

Yamaha_Rmax

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...