Archivio mensile:marzo 2014

Nasce Atlas, il centro di ricerca per RPAS civili

E’ stato inaugurato il 21 marzo il primo centro di ricerca europeo per attività con UAS civili.

Photo courtesy of Atlas

Photo courtesy of Atlas

Si chiama Atlas (Air Traffic Lboratory Unmanned System) http://atlascenter.aero/en/atlas_aa23.html ed è stato creato a Villacarillo, Spagna. Il taglio del nastro è stato presieduto da Susana Diaz, presidente dell’Andalusia, nell’ambito del piano di sviluppo economico della regione.

1394651958-pista

Il centro, dotato di strutture di calcolo, pista per collaudi di 800 metri, stazioni di simulazione e valudazione dati, ma soprattutto di uno spazio aereo dedicato di 1.000 km quadrati, consentirà alla crescente industria spagnola degli Rpas di accelerare le proprie attività di ricerca e sviluppo, come ha sottolineato il ministro iberico dell’economia José Sánchez Maldonado, anche lui presente all’evento. L’investimento fatto su Atlas è stato di 4,5 milioni di euro e rientra nel piano di sviluppo andaluso per il periodo 2007-2013. Le prime commesse sono arrivate nientemeno che da Boeing Research & Technology-Europe (BR&T-Europe), che ha affidato al centro spagnolo un fitto programma di prove volo.

Lo spazio aereo dedicato esclusivamente alle attività Atlas

Lo spazio aereo dedicato esclusivamente alle attività Atlas

Alla ricerca del volo scomparso

34

Mentre il presidente Obama atterrava in Europa per il G7, con una telefonata dall’Air Force One e nella sua veste di capo delle Forze Armate Usa, dava l’assenso all’utilizzo di un drone sottomarino (UUV) per la ricerca di ciò che resta del volo Malaysia MH 370. Il mezzo, seppur impiegato anche dall’US Navy, è di costruzione ed operatività civili, e grazie a un super-sonar ad alta definizione è in grado di operare fino a profondità di cinque chilometri mappando fondali con una definizione di pochi millimetri.

Photo Bluefin Robotics

Photo Bluefin Robotics

Per ragioni di addestramento e di prossima fornitura alla Marina militare australiana, il mezzo era già pre-posizionato a Perth da dove è stato inviato nell’Oceano Indiano su una nave mercantile. Da qui potrà operare in modo completamente autonomo, seguendo e trovando la sorgente dei segnali dei trasmettitori delle scatole nere grazie a una boa Tower Pinger Locater, un ricevitore galleggiante che colloquia con il drone. Il battiscafo è un Bluefin Robotics, lungo 5 metri e del peso di 800 chili, che però ha poco tempo per trovare il suo bersaglio: le batterie del Locater funzionano al massimo per un mese e la metà del tempo è già trascorsa. Tuttavia le esperienze pregresse sono incoraggianti, poiché lo stesso UUS (Underwater Unmanned Vehicle) era stato usato per localizzare i resti dell’Air France 447 nel giugno 2009.

Bluefin Robotics UUV

Bluefin Robotics UUV

Patrocinio Assorpas per Dronitaly

La principale associazione italiana dei costruttori e operatori di Rpas leggeri, Assorpas, unitamente ad alcuni importanti ordini professionali hanno confermato patrocinio e presenza a Dronitaly 2014. L’evento si annuncia dunque come un appuntamento di alto livello e mira a soddisfare le esigenze degli operatori e delle aziende partecipanti. Oltre ad un’area espositiva di 2.500 metri quadrati, la manifestazione offrirà anche un fittissimo programma di incontri, workshop e seminari dedicati a molteplici e differenti aspetti dell’utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto. Vi terremo costantemente aggiornati sugli eventi in programma anche tramite la nostra pagina Facebook.

logo-assorpas

Sifet al Dronitaly 2014

La Società italiana di fotogrammetria e topografia (www.sifet.org), ha concesso il suo patrocinio all’evento Dronitaly del 26 e 27 settembre. L’ingegner Alessandro Capra dell’università di Modena e Reggio Emilia, nonché presidente dell’associazione, così ha commentato durante l’incontro avuto con Dronitaly: “Siamo felici di unirci in patrocinio per partecipare a questo evento importante, Sifet è molto interessata allo sviluppo e all’uso degli Rpas per applicazioni non soltanto cartografiche, ma anche di controllo del territorio e per il rilievo dello stato dei beni culturali”

Continua a leggere

Droni al “campo scuola” per dottorandi

Il terzo Summer School di rilievo e modellazione tridimensionale si terrà a Paestum dall’uno all’otto giugno prossimi, e quest’anno prevede anche l’utilizzo di Rpas per la raccolta dei dati. L’organizzazione e il coordinamento scientifico sono curati da Fabio Remondino del 3D Optical Metrology Unit per la Fondazione Bruno Kessler di Trento, da Salvatore Barba del dipartimento d’ingegneria civile dell’Università degli studi di Salerno e da Alfonso Santoriello del dipartimento di Scienze del patrimonio culturale dell’Università degli studi di Salerno.

Continua a leggere

Rpas da caccia, l’Alaska bandisce, e il Colorado?

Ci sono impieghi degli Rpas che fanno paura. Niente di militare, intendiamoci, seppur di armi si parli. Si tratta dell’uso di droni come ausilio alla caccia. In Italia non ci siamo ancora arrivati, ma in Alaska, dove la caccia è un grande affare, il governo intende proibire le operazioni di avvistamento e guida dei cacciatori eseguite installando una videocamera sul drone. Il “gioco”, come lo chiamano da quelle parti, in quel modo diventa una lotta ancora più impari tra selvaggina e uomo, così è stata proprio l’assemblea governativa a proporre il divieto di avvistamento fatti con Uas.

“Un velivolo di questo tipo costa circa mille dollari” dice il capitano Bernad Chastain, comandante operativo delle Wildlife Troopers “è evidente che facendolo volare oltre gli alberi, oppure oltre gli ostacoli in genere, sia possibile individuare un orso e quindi indirizzare le proprie forze per circondarlo. Ma fino a quando la legge non lo proibirà esplicitamente, i cacciatori amatori, ed anche quelli professsionisti potranno usarli.” Di parere opposto i cacciatori, i quali sostenevano che i pescatori possono usare gli ecoscandagli fish-finder per localizzare il pesce e che si tratta, in pratica, della stessa cosa. Ma durante l’assemblea presieduta dal Governatore dell’Alaska Sean Parnell, la votazione ha dichiarato l’illegalità dell’uso dei droni per avvistamento di animali e, dal primo luglio prossimo niente più vedette in aiuto dei cecchini. Questo nonostante la proposta di emendamento che prevedeva di poter eseguire avvistamenti almeno 24 ore prima delle battute di caccia, una modifica ritenuta impossibile da applicare e soprattutto da controllare. Così la notizia è finita sull’Anchorage Daily News, dove potete leggerla: http://www.adn.com/2014/03/23/3389846/drone-assisted-hunting-to-be-illegal.html?sp=/99/188/#storylink=cpy Tutto bene quel che finisce bene? Purtroppo no, perché più a sud dell’Alaska, a Lamar, Colorado, la Commissione direttiva dei Colorado Parks and Wildlife ha approvato la proposta di poter usare i droni modificando l’Airborne Hunting Act, una legge che proibisce anche l’uso provato degli Rpas se usati per avvistare gli animali. Se la proposta passerà, dal primo agosto prossimo dietro ai portatori di fucili ci potrebbe essere un pilota di drone. Aumentano invece in tutti gli Stati gli episodi di intolleranza verso gli Rpas in genere, con campagne che istigano all’abbattimento. Dai droni da caccia, alla caccia ai droni. drone

Rebus assicurazioni, risponde il professionista

Tra poco più d’un mese sarà obbligatorio volare assicurati. Le compagnie si stanno organizzando, ma la definizione dei parametri e dei massimali è complessa e deve considerare le caratteristiche delle aree da sorvolare e l’esperienza dei piloti. Abbiamo chiesto a chi, nel settore dell’aviazione, se ne occupa da tempo.

Paolo Ungaro, imprenditore, pilota di aeromobili per passione, rappresentante dei Lloyds in Italia, è tra i primi professionisti del settore assicurativo pronti con una polizza dedicata agli Rpas.

Dronitaly: dottor Ungaro, essere tra i primi significa sperimentare e anticipare il mercato. Che aspettative avete sugli Rpas?

Paolo Ungaro: La nostra attività assicurativa è nata nel 1947 e da allora lavoriamo con 56 compagnie primarie in Italia e nel mondo. Negli ultimi trent’anni ci siamo occupati di rischi aeronautici raggiungendo una posizione leader nel mercato, forse grazie alla passione e all’esperienza specifica mia e dei miei collaboratori. Ora il mondo dell’aviazione generale sta cambiando e l’enorme espansione del volo da diporto sportivo l’ha dimostrato. Sono fermamente convinto che il mondo dei droni avrà uno sviluppo oggi non immaginabile. Per esempio, fra qualche anno nessuna azienda, proprietà immobiliare o associazione sportiva potrà rinunciare ad avere una presentazione con riprese aeree sul suo sito web. Ma le applicazioni saranno tante e tali che apriranno nuove opportunità. Auguriamoci solo che la politica non tarpi le ali anche a questo settore come ha fatto con l’aviazione.

D: Su quali parametri o concetti è composta la polizza?

U: I parametri sono moltissimi e li raccogliamo con la compilazione di un questionario. Ancor più dell’aviazione, non si può standardizzare un prodotto vista la molteplicità delle variabili e ogni rischio va valutato separatamente. Occorrono tutti i dati tecnici dell’Apr incluso il peso massimo al decollo, i dati del proprietario, dell’operatore, le dimensioni e l’apertura alare, l’altitudine massima operativa (V 70 o V 150), la massima distanza percorribile e l’autonomia di volo (in termini di range ed endurance), il funzionamento della stazione a terra (VLOS, BLOS, EVLOS), eventuale presenza a bordo del paracadute d’emergenza, del sistema Sense and avoid oppure Detect and avoid, procedure di decollo e di atterraggio. Occorre conoscere almeno indicativamente l’attività di volo prevista e precedente, il programma di manutenzione, eventuali sinistri precedenti o presenza di polizze annullate. Fattori determinanti, l’ambiente operativo e le aree sorvolate, nonchè l’esperienza dei piloti.

D: In virtù di quali canoni definite i massimali e il coefficiente di rischio?

 U: Il massimale dipenderà in parte dal peso massimo al decollo, in parte dalle esigenze dell’operatore in funzione delle aeree sorvolate. Il coefficiente applicabile dipende dall’attività descritta nel questionario.

 D: Quanto contano i titoli e l’esperienza aeronautica dei piloti, così come il possesso eventuale di licenze di pilotaggio?

 U: Ovviamente. Nome e cognome, tipo di abilitazione, ore totali da pilota APR e ore sul modello da assicurare, programma di addestramento.

 D: I piccoli droni, quelli con peso massimo al di sotto di cinque chilogrammi, costituiranno la maggioranza dei mezzi usati da piccole aziende di professionisti per riprese foto e cinematografiche in occasione di eventi. Come possono fare, questi operatori, per sentirsi sicuri di essere coperti nei confronti della responsabilità civile verso terzi ed eventuali danni a cose?

U: Optare per un massimale sufficiente in funzione dell’area sorvolata. Ma ancor più importante di ogni copertura assicurativa è l’addestramento del pilota.

D: Potrà, un prodotto assicurativo, prevedere più modelli di drone?

U: Ovviamente sì.

D: Ala fissa ed ala rotante, che cosa cambia per l’assicurazione?

U: Da sempre l’ala rotante è vista dagli assicuratori con maggior diffidenza. A mio avviso non è però il caso dei droni, che per effettuare riprese possono restare più facilmente su un punto fisso, rispetto a un apparecchio ad ala fissa, più adatto a sorveglianza di coste o parchi, comunque grandi aree.

D: Riguardo le operazioni su aree critiche, sarà possibile estendere una copertura assicurativa in occasione delle missioni di questo tipo?

U: Come accennato, è molto importante individuare l’ambiente operativo. Ovviamente il rischio è diverso se si sorvolano aree segregate, congestionate o urbane, aree di particolare interesse artistico o archeologico, zone di traffico aeroportuale o autostrade/ferrovie piuttosto che zone semi-urbane, industriali o rurali.

D: Quali saranno le maggiori difficoltà operative?

U: Essenziale ottenere le previste abilitazioni da Enac: marche di registrazione per gli APR dai 25 kg in su, targhetta di identificazione, permesso di volo, eccetera. Il regolamento Enac ha solo disciplinato una materia precisando i necessari adempimenti. Chi operava fino a oggi lo faceva nella maggior parte dei casi senza un necessario permesso di volo. Suggerisco vivamente a tutti gli operatori di non procedere senza autorizzazioni.

D: Un esempio di premio annuale: azienda piccola, due persone, piloti con licenza Vds, autorizzazione Enac, operazioni in aree non critiche, Rpas con peso massimo di 10 kg. Quanto si spende?

U: Domanda complessa al momento. Un’indicazione di premio per un massimale di un milione di euro potrebbe essere intorno a mille euro (più tassa 7,50%). Potrebbe forse essere ridotto a 7-800 euro se su area rurale o invece salire molto di più se le operazioni avvengono su uno stadio. Circa 25/30% in più se il massimale richiesto fosse di due milioni di euro. Non prendete però questi dati come riferimento assoluto. Farò come sempre del mio meglio per trovare le alternative più favorevoli e il lavoro in questo settore è appena cominciato. Per questi rischi la differenza non sarà tanto in termini di premio ma di servizio; meglio se alle spalle dell’assicurato esiste una società che si occupa professionalmente di aviazione da tempo. Invito quindi i lettori di Dronitaly a visitare i siti www.ungaro.it e www.portaledelvolo.com leggendo sul blog le recensioni e ponendoci liberamente qualsiasi chiarimento o dubbio.

paolo_2010