Caccia a Boko Haram (senza droni già pagati)

Tra i più gravi fatti di cronaca che hanno segnato questa prima metà del 2014, c’è sicuramente il rapimento delle studentesse nigeriane per opera dei guerriglieri islamisti Boko Haram. E come i media hanno riportato, in Nigeria sono arrivati aiuti internazionali in termini di personale e mezzi.

 

Una delle immagini delle ragazze rapite diffuse dai media. (screenshot RAI)

Una delle immagini delle ragazze rapite diffuse dai media. (screenshot RAI)

Il risvolto “unmanned” di questa vicenda è che nel 2006 la Nigeria aveva acquistato da Israele alcuni UAV da ricognizione, ma a causa di incuria e manifesta incapacità gestionale della flotta, questa giace ferma da anni e non è al momento in grado di compiere le missioni di ricerca che sarebbero opportune per localizzare gli ostaggi. La notizia ovviamente arriva dal costruttore israeliano, che ha decretato la completa inefficienza dei sistemi.

“Per quanto abbiamo saputo e visto, gli Uas non sono in condizione di volare” ha detto Tsur Dvir, dirigente marketing della Aeronautics Defense Systems, azienda basata a sud Tel Aviv, che fornì alla Nigeria i velivoli senza pilota Aerostar. Da parte nigeriana, il portavoce della Difesa, dopo un po’ di imbarazzo e reticenza, ha confermato il fatto senza però rivelare alcun particolare riguardante gli accordi militari tra Israele e il suo Paese, mettendo comunque in forte imbarazzo il governo .

Israele la settimana scorsa aveva inviato sul posto ufficiali del Mossad esperti di negoziazione, che al fianco di personale dei Servizi di Gran Bretagna e francia stanno aiutando i nigeriani nella ricerca di una soluzione del rapimento delle duecento ragazze, avvenuto il 14 aprile.

aerostar

Il fallimento delle operazioni di manutenzione degli Uav pare sia proprio uno dei motivi per i quali il Paese non ha potuto intervenire con prontezza nella vicenda.Dvir, parlando a margine di una conferenza organizzata dall’Israel Defense Magazine, ha dichiarato alla agenzia Reuters che dal momento della consegna degli Aerostar, la Nigeria non ha mai chiesto alcun supporto per la loro manutenzione, fosse esso tecnico come logistico.

Abbiamo ricevuto richieste per pezzi di ricambio, ma nessuna domanda per istituire corsi di formazione oppure operazioni di rimessa in linea dei mezzi, e neppure per l’abilitazione all’uso delle termo camere che possono localizzare un corpo umano nella foresta anche al buio. Probabilmente quei sistemi, consegnati nel 2006, giacciono da qualche parte esposti al sole. Hanno volato soltanto nel periodo in cui le milizie attaccavo gli impianti petroliferi del delta del Niger, quando ad essere rapiti erano tecnici e ingegneri. Senza manutenzione i sistemi divengono obsoleti in poco tempo.”

Ciò che Dvir non rivela è quanti droni Aerostar siano stati venduti al Paese africano, seppure sia quasi confermato che la commessa valse da 15 a 17 milioni di dollari. Tuttavia lo scorso mese di dicembre la Nigeria aveva rivelato di aver prodotto un sistema Uav proprio presso la base di Kaduna, ma nessuno lo ha mai visto staccarsi da terra.

Al momento in cui scriviamo. piloti americani stanno già volando sulla Nigeria alla ricerca delle ragazze scomparse, e il Governo africano sta trattando con i ribelli, negando però la possibilità di liberare prigionieri per uno scambio.

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