Archivio mensile:giugno 2014

Enac spiega in una nota “come fare per”

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Enac spiega come presentare domanda di autorizzazione alle operazioni. E lo fa con una nota a  beneficio degli operatori che intendono svolgere operazioni specializzate, o relativa attività di sperimentazione con Sapr di peso minore di 25 kg,  ai quali Enac infatti precisa che queste sono da intendersi come “specializzate” anche le attività svolte ai fini di condurre programmi di ricerca. L’Ente ricorda che attraverso la sottoscrizione della Dichiarazione di Rispondenza al Regolamento Enac “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”, l‟operatore si assume la responsabilità di aver condotto tutti gli accertamenti necessari per determinare le limitazioni e condizioni che permettono di svolgere le operazioni con un livello di rischio accettabile, in particolare, attesta di aver verificato l‟idoneità del mezzo e dell‟organizzazione, nonché la qualificazione dell‟equipaggio. Nel caso l‟operatore utilizza un sistema certificato, deve essere identificato il relativo numero del Certificato di Omologazione (CO) di Tipo Ristretto e il relativo riferimento del Certificato di Navigabilità Ristretto (CdNR) o del Permesso di Volo (PdV), quale applicabile.

La nota, scaricabile qui (http://www.enac.gov.it/repository/ContentManagement/information/P1673520068/Nota_esplicativa_Rev_maggio_2014.pdf)

comprende l’organizzazione tecnica, la qualificazione dell’equipaggio, l’individuazione delle criticità delle operazioni, l’attività sperimentale, la predisposizione del manuale di volo, le procedure normali e di emergenza, le operazioni specializzate, e specializzate critiche e non critiche, le limitazioni operative e molti altri temi fondamentali. Un ottimo aiuto.

FAA accelera per cinema e agricoltura, ma come certificarli?

Con una nota diffusa il 25 giugno la FAA ha dichiarato di voler chiudere la questione regolamentare dei droni di piccole dimensioni entro la fine dell’anno. Il limite di peso di questa categoria è fissato a 55 libbre (quasi 25 kg), e l’intento è disciplinare l’uso dei sistemi Sapr per riprese fotografiche e cinematografiche seguendo le istanze di sette società del settore che hanno già richiesto di poter volare. E come sempre avviene, l’FAA ha avviato una fase di consultazione con l’opinione pubblica e gli operatori. Si parla di una estensione del permesso di volo semplificato destinata anche agli operatori agricoli e alle società di sorveglianza di impianti remoti. I commenti dovranno pervenire alla FAA entro 20 giorni.

Le linee guida diffuse dalla FFA per l'uso sicuro di droni di piccole dimensioni.

Le linee guida diffuse dalla FFA per l’uso sicuro di droni di piccole dimensioni.

Due le correnti di pensiero: c’è chi sostiene che non sia possibile e inutile normare tecnicamente questa categoria poiché la sua evoluzione tecnologica porterà alla rapida riduzione del peso e al contemporaneo aumento di prestazioni dei mezzi, mentre c’è chi invoca una procedura di certificazione aeronautica dei mezzi che però non piace ai costruttori e che, nell’aviazione tradizionale, ha causato l’aumento incontrollato dei costi (per un monomotore a pistoni il costo della certificazione arriva a insistere fino al 50%), e un freno alla libertà di progettazione.

Chillon, il castello digitalizzato

Il castello di Chillon è uno tra i monumenti storici più celebri e visitati della Svizzera. Ebbene: la Pix4D aveva annunciato in primavera di voler realizzare un modello digitale a tre dimensioni del grande complesso rilevando anche le strutture interne. Il tutto con una risoluzione di 5 mm. Ebbene, i tecnici della Pix4D ci sono riusciti usando fotografie prese da terra e quindi usando un multicottero DJI Panthom 2 Vision, armato di videocamera GoPro Hero 3+, di una reflex Canon 6D e di una Sony Alpha 7R con obiettivo Fisheye.

Situato su uno sperone di roccia che emerge dall’acqua, tra Ginevra e Montreux, il castello è composto da 21 edifici indipendenti che sono stati uniti tra loro tra l’11° e il 13° secolo. Per realizzare l’opera digitale sono state scattate elaborate ed unite tra loro 6.200 imagini realizzate in sole 4 ore da una squadra di sei persone. La videocamera GoPro Hero 3+ è stata invece installata su un drone custom, realizzato appositamente per poter passare sotto strutture di piccola dimensione e arrivare a riprendere luoghi accessibili soltanto dall’acqua.

All’interno delle sale, una Canon 6D da 20,2 Megapixel e la Sony Alpha hanno scattato una foto da 4.800 x 3.200 pixel per ogni metro di avanzamento. La rispondenza delle immagini alla posizione reale è stata eseguita installando nove stazioni di controllo a terra georeferenziate con precisione di un millimetro. Il risultato finale è una precisione media delle strutture che varia tra 5 mm e 20 cm secondo la zona. Ecco un assaggio:

Killing unit, estrema-ratio che piace agli assicuratori

Le chiamano Killing unit e sono dei radiocomandi mono-canale che operano su frequenze differenti rispetto ai sistemi di controllo degli Rpas. Lo scopo è intuibile: in caso di perdita di controllo da parte dell’operatore, oppure di eccessivo allontanamento dalla zona di operazioni non critica, premendo un pulsante si invia l’ordine di blocco dei motori e, se è installato, anche quello d’espulsione del paracadute balistico. Sulle Killing unit, in pratica delle scatole poco più grandi di un pacchetto di sigarette, è presente un interruttore generale che pone il trasmettitore in attesa, una guardiola di sicurezza che impedisce attivazioni involontarie e che, se sollevata, rende accessibile il pulsante di invio del segnale.

Il tipo di pulsante protetto utilizzato sulle Killing unit

Il tipo di pulsante protetto utilizzato sulle Killing unit

Questa tecnologia, già presente su droni di grandi dimensioni e aeromodelli con prestazioni elevate, potrebbe essere reso obbligatorio per Rpas di peso notevole oppure anche su mezzi piccoli ma operanti in aree particolarmente sensibili oppure circoscritte dalla presenza di persone o cose da non sorvolare. Operatori, enti e soprattutto le compagnie di assicurazioni sembrano apprezzare questo tipo di accessorio, in quanto rappresenterebbe anche un modo efficace per facilitare il calcolo dell’analisi del rischio connessa all’attività di volo e prevenire incidenti. Ne riparleremo presto su Dronitaly

Photo courtesy HeronPrang

Photo courtesy HeronPrang

Radiocomandi, la CAA ferma i 5.8 GHz

Tra le questioni aperte nel settore dei Sapr ci sono le frequenze utilizzate per i controlli a distanza. Di norma, in campo civile i radiocomandi sono allocati in banda UHF più bassa intorno ai 440 Mhz, come per esempio le gru per edilizia, mentre nella parte più alta della stessa banda UHF, a 2,4 Ghz, troviamo alcuni canali sui quali sono sintonizzati gli RCS (Remote Controlled Systems). Si tratta di piccole “fette” della banda normalmente usata per il WiFi che si auto-proteggono grazie all’indirizzamento del trasmettitore e all’aggancio con riconoscimento da parte del ricevitore.

L'allocazione dello spettro dei 5 Gigahertz in Europa e Usa

L’allocazione dello spettro dei 5 Gigahertz in Europa e Usa

Più recentemente si è diffuso, da parte di alcuni costruttori come per esempio DJI, l’uso della frequenza SHF 5.8 Ghz che però secondo alcune autorità aeronautiche (tra tutte l’inglese CAA), non garantirebbe l’integrità dei segnali necessaria per l’uso con i droni. Il punto è che si tratta di una banda già ampiamente utilizzata in ambito industriale per collegamenti punto a punto e in mobile, con fasci di energia concentrati, installarti su ponti radio in microonde posti a grande distanza tra loro, dotati di lobi d’emissione stretti ma ampiezza dei segnali molto estesa, oppure su piccoli modem per trasmissione audio e video che però raggiungono anche i 5 km di distanza.

Il passaggio di un Rpas all’interno di un fascio a radiofrequenza a 5.8 GHZ ne “assorderebbe” facilmente in ricevitore causando una perdita di controllo, seppure momentanea. Anche in ambito delle tele-letture questa banda è altamente sfruttata, e questo preoccupa la CAA al punto che l’Ente ha sospeso i permessi di volo e fermato le nuove autorizzazioni degli operatori che usano radiocomandi su queste frequenze. Non soltanto: è in corso uno studio per comprendere quale banda offra le migliori prestazioni sia per caratteristiche della propagazione (portata, qualità, lunghezza d’onda), sia per allocare i canali Rpas lontano da altre emissioni industriali, a cominciare dal cercare nuovi canali da definirsi aeronautici.

Courtesy by Cisco

Courtesy by Cisco, alcuni esempi di uso della banda “bloccata” dall’autorità aeronautica inglese CAA

 

Questo anche in virtù del fatto che l’entrata in servizio dei sistemi automatizzati di sorveglianza del traffico ADS-B e di navigazione satellitare Galileo stanno ampliando notevolmente la richiesta di bande di radiofrequenza per uso aeronautico. Intanto, si sta definendo anche la potenza massima di uscita dei trasmettitori, che devono garantire il pieno controllo fino a 500 metri di distanza in linea ottica con sistemi di auto esecuzione di programmi per il “recupero” e l’atterraggio automatico del mezzo qualora il drone superasse la distanza massima o la qualità del segnale fosse degradata.

Da più voci si chiede un intervento a livello Europeo, ma le aziende produttrici di apparati RF che hanno forti interessi commerciali in Usa e nell’ex Commonwealth non vogliono dover duplicare le produzioni con versioni “CE” dei trasmettitori con frequenze e parametri differenti.

LE caratteristiche di propagazione e attenuazione di tratta della frequenza 5.8 GHz

LE caratteristiche di propagazione e attenuazione di tratta della frequenza 5.8 GHz

Workshop Enac, preoccupa la Circolare ed esplode la “bolla” delle scuole

Il sistema del calcolo relativo all’analisi del rischio, previsto dalla circolare attuativa dello scorso mese, e i parametri che sarebbero richiesti per certificare i droni della classe >25 kg sono i temi più indigesti agli operatori. In effetti, richiedere coefficienti di sicurezza di “dieci alla meno sei” (una avaria ogni milione di operazioni), oppure dover stabilire di volta in volta il livello del rischio in base alla massa del Sapr usato moltiplicata per la velocità massima e l’autonomia residua, risulta più un esercizio da primo anno di ingegneria piuttosto che da professionisti e pone non pochi problemi, per esempio, in campo assicurativo. Questa l’idea espressa da più parti a Roma durante l’ultimo workshop organizzato a Enac il 10 giugno scorso. – “Una regola va rispettata” commentano gli operatori, “ciò che oggi si fa con un Rpas da tre chili, l’anno prossimo sarà possibile con un mezzo da un chilo e mezzo, quindi procedere a fare calcoli da inserire nel manuale delle operazioni è assurdo, serve una semplificazione.” Continuano intanto le richieste da parte di operatori aeronautici e non per certificarsi come scuole, anche se, al momento, non si comprende come possano essere rilasciati titoli aeronautici validi da chi opera già in modo certificato come scuola di volo Vds oppure come organizzazione ATO, e neppure se il superamento del solo esame di teoria sia sufficiente per Enac, laddove l’ente chiede la “dimostrazione di conoscenza delle regole dell’aria e degli spazi aerei”.

Si tratta comunque si “aggiustamenti” normativi necessari e previsti, in quanto la tecnologia Rpas attuale e la sua rapida evoluzione pongono problematiche che nel settore aviazione risultano completamente nuove. Vi terremo aggiornati.

MAVinci Sirius, con autopilota e atterraggio assistito

Mavinci_Überflug

Il piccolo ma tecnologico Rpas della tedesca MAVinci (http://www.mavinci.de) si chiama Sirius, è dotato di autopilota e sistema stabilizzatore delle manovre, Quest’ultimo è un dispositivo che consente di effettuare virate compensando la quota in modo automatico, quindi rende molto rapido l’addestramento all’utilizzo del drone perché il pilota non deve eseguire una virata tradizionale, durante la quale è necessario controllare il livellamento e l’assetto, ma si limita a orientare il velivolo. A bordo c’è la videocamera Panasonic GX1 da 16 MPixel con sensore Live Mos, che provvede a scattare foto e realizzare riprese in modo autonomo, anche con intervalli minimi di 15-20 cm rispetto al suolo. Ecco un esempio di quello che può fare: