Archivio mensile:luglio 2014

Non perdete i nostri convegni

Segnate sul calendario le date del 24 e 25 ottobre, perché a Dronitaly (Centro Congressi NH Milanofiori, Assago), il programma di convegni, seminari e workshop si arricchisce ogni giorno di più.

Da parte di aziende, costruttori e operatori c’è grande attesa per il convegno nazionale organizzato da Dronitaly con ENAV (patrocinatore della manifestazione) e ENAC, dedicato a

Sviluppi e criticità sull’attuazione del Regolamento ENAC per gli Rpas a sei mesi dall’entrata in vigore.

Per quanto riguarda il delicato aromento della sicurezza, la Fondazione 8 ottobre 2001, associazione che fa della sicurezza nel volo l’obiettivo della propria missione, organizzerà il convegno dal titolo:

La cultura della Safety nell’utilizzo dei droni: necessità o opzione?

Un’occasione per diffondere la conoscenza dei criteri fondamentali della sicurezza tra costruttori, operatori e utenti di sistemi aerei a pilotaggio remoto.

L’impiego dei droni per il rilievo e la salvaguardia dei beni culturali e del territorio

è invece il titolo del convegno organizzato in collaborazione con la Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia (Sifet). L’obiettivo è mettere in evidenza le potenzialità dei droni per le professioni legate alla tutela e al rilievo del patrimonio italiano.

Volare assicurati sarà quindi il tema del convegno organizzato dalla rivista di settore Dronezine, per trattare di rischi, costi delle polizze e requisiti dei contraenti in un settore in cui, finora, solo pochi grandi gruppi assicurativi sono riusciti a entrare parzialmente in azione. Accanto alla responsabilità civile (RC) verso terzi sono infatti molte le problematiche aperte, tra cui i danni al mezzo e alla sensoristica di bordo: nel convegno si toccheranno tutti gli aspetti normativi, legali e contrattuali legati all’assicurazione dei SAPR professionali.

I Lord inglesi discutono, i criminali Usa tentano di entrare in un carcere

L’Assemblea dei Lords ha inoltrato alla Camera inglese un quesito riguardante le norme per l’utilizzo dei droni civili, focalizzando il tema sulle regole in vigore, chiedendo se queste siano o meno favorevoli per lo sviluppo industriale del settore.

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Tra i temi caldi posti dai parlamentari quelli che ogni nazione sta affrontando: Quanto sono sicuri? Si pone un problema di privacy? Quali sono i benefici per i Regno Unito e per l’Europa, che risulta molto arretrata in questo settore rispetto ad altri mercati?

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Arretrata pare ai più un termine esagerato, tuttavia giustificato se si pensa che mentre nel Vecchio Continente si discute, negli States è stato reso noto che alla fine di aprile un drone che trasportava telefoni cellulari e marijuana è stato intercettato mentre scavalcava la recinzione di un carcere di massima sicurezza. La notizia è stata diffusa soltanto ora per permettere la conclusione delle indagini, incominciate con il ritrovamento di un piccolo Rpas caduto e danneggiatosi poco oltre il muro di cinta del Lee Correctional Institution (South Carolina), un carcere ritenuto tra i più sicuri degli Usa. Una persona è stata arrestata, il ventottenne Brenton Lee Doyle. La Polizia è ora sulle tracce del suo complice.

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Sicurezza: lo studio dell’NLR

Davvero da non perdere questo studio diffuso dal National Aerospace Laboratory “NLR” olandese: l’errore umano nelle operazioni con i Mini Rpas, cause, effetti e soluzioni.

Si tratta di un’analisi effettuata dal più prestigioso istituto di ricerca di Amsterdam, e basata sull’applicazione della cultura aeronautica e dei concetti fondamentali di sicurezza intesa come “safety”.

Potete scaricarlo al nostro link Human factor pilotaggio droni  oppure direttamente dal sito dello NLR: www.nlr.nl/

Che cosa ne pensate? Ogni vostro commento sarà, ovviamente gradito e spunto per discussioni su questo importante tema.

 

 

 

AIDroni, l’associazione atterra in Confindustria

Si chiama AIDroni la nuova associazione italiana per operatori di Rpas fondata a Padova – ma con una seconda sede a Potenza – il 20 luglio scorso. L’associazione nasce da una collaborazione con la Fondazione Comunica (www.fondazionecomunica.org), molto attiva nel settore digitale per lo sviluppo delle competenze in questo campo.

L’intento è chiaro: riunire gli operatori per rafforzarne le istanze e sviluppare la filiera produttiva del settore. Ma anche rappresentare chi produce prototipi, coinvolgere gli enti di controllo, le università e i piloti. Ma soprattutto AIDroni vuole collocare il settore Rpas italiano su un più alto piano industriale favorendo l’uso dei sistemi a pilotaggio remoto in contesti nei quali ancora non sono presenti, ma dove porterebbero beneficio.

Presiede l’associazione Luciana De Fino, ex vice presidente di Confindustria della Basilicata e oggi numero due del Comitato nazionale di coordinamento territoriale di Confindustria Servizi Innovativi, nonché rappresentante della Air Drone, azienda potentina specializzata nel monitoraggio ambientale. La prima iniziativa dell’associazione si concretizzerà a ottobre con l’inizio di corsi per chi desidera diventare pilota professionista di Rpas.

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Da grande piloterò droni

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, l’elenco delle scuole autorizzate da Enac per svolgere attività di formazione teorica – e in alcuni casi anche pratica – finalizzata al pilotaggio di Sistemi aerei a pilotaggio remoto. L’elenco ufficiale Enac è comunque consultabile all’indirizzo: http://www.enac.gov.it/repository/contentmanagement/node/p875885151/organizzazioni_di_addestramento_140722.pdf

Per i candidati o aspriranti piloti, le linee guida per la formazione dei piloti, alle quali le scuole devono attenersi, sono invece consultabili al link:

http://www.enac.gov.it/repository/contentmanagement/information/p550418526/bozza_lg_2014_001_qualificazione_personale_volo_apr.pdf

Droni e privacy, negli Usa interviene la Casa Bianca

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Le operazioni commerciali con I droni e I principi generali che devono guidarle sono una materia tanto spinosa che l’Amministrazione Obama ha deciso di occuparsene direttamente. Soprattutto in materia di privacy e applicazione delle regole, da tempo in via di definizione da parte della FAA.

La Segreteria dell’Amministrazione nazionale per l’informazione e le telecomunicazioni (National Telecommunications and Information Administration) ha quindi ricevuto direttamente dalla Casa Bianca l’incarico di collaborare con l’industria e le associazioni dei consumatori e degli operatori per scrivere proprio le linee guida che saranno la base del regolamento nazionale.

Ned Price, uno dei portavoce di Washington, ha confermato quindi la creazione di questo tavolo di lavoro, sul quale in cima alla lista delle priorità c’è la definizione delle norme che riguardano la raccolta e la gestione di dati e immagini su suolo pubblico e privato.

Su questo argomento l’Amministrazione Usa ha creato un’apposita pagina web: http://www.executivegov.com/2014/07/white-house-prepares-executive-order-on-commercial-drone-privacy-guidelines/#sthash.cDz7q6Ai.dpuf

Gran Bretagna, giro di vite sotto i venti chili

L’autorità aeronautica inglese (CAA, Civil Aviation Authority), informa gli operatori civili di piccoli Rpas (nel Regno Unito si chiamano SUA e SUSA, da Small Unmanned Aicraft e Small Unmanned Surveillance Aircraft purché abbiano un peso massimo compreso tra 7 e 20 chilogrammi, che anche questi dovranno essere sottoposti a certificazione di aero navigabilità per poter operare entro i 150 metri da qualsiasi area “congestionata” (l’equivalente delle nostre aree critiche). Quindi, per volare, ogni operatore dovrà anticipare all’ufficio CAA di competenza – o ad altra agenzia riconosciuta in fase di approvazione da parte di CAA stessa – il “caso studio” della zona di operazioni che intende occupare e per quale tipo di missione. In pratica esisterà l’obbligo di effettuare (come in Italia) ma anche di farsi approvare, l’analisi del rischio per ogni singola operazione, nonché per autorizzare l’aero navigabilità del mezzo.

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Gli inglesi in fatto di aviazione non si smentiscono: già una ventina di anni orsono, quando tutti i Paesi d’Europa riconobbero la necessità di deregolamentare per esempio gli ultraleggeri (in Italia con la legge 106/85, in Francia con la Fiche Téchnique, in Germania con il Dulv), la gran Bretagna impose una certificazione CAA microlight che di fatto ridusse la flotta a pochi tipi di esemplari di deltaplano a motore e mezzi a tre assi, e ci vollero anni per l’implementazione della norma CAA Section-S per gli auto costruiti leggeri e quindi per l’arrivo della nuova classe monoposto deregolamentata, nel 2011. Maggiori informazioni sulla proposta di regolamento su:

http://www.caa.co.uk/docs/33/InformationNotice2014115.pdf