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Rpas forestali sul Delta del Po

Sarà un Rpas di nuova generazione a pattugliare la superficie del Parco del delta del Po. Il Corpo Forestale ha infatti iniziato l’iter di autorizzazione per operare sul territorio fluviale e palustre, potendo così controllare aree vaste arrivando a monitorare zone prima difficilmente accessibili. Queste almeno le intenzioni della Forza, comunicate alla stampa dal comandante del Corpo Forestale dello Stato Gianfranco Munari. Il sistema scelto è un progetto multicottero con otto propulsori realizzato dall’italiano dell’ingegnere Diego De Fecondo di Padova. Ha un peso di circa 2.6 chilogrammi con un raggio di azione di circa un chilometro, dotato di videocamera stabilizzata. L’autonomia del sistema è di circa un’ora.

Foto courtesy by www.parks.it

Foto courtesy by http://www.parks.it

 

Da velivolo a drone, in volo per 28 ore

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Aeronautics Defense System ha siglato un contratto con il governo messicano per la fornitura di due droni Dominator XP destinati alle forze aeree. Questo non è un vero Rpas, ma un aeromobile civile modificato per essere pilotato da remoto, basato sulla cellula e i motori del bimotore leggero a quattro posti austriaco Diamond DA 42 Twin Star. Le modifiche del Dominator XP sono molte rispetto al twin dal quale deriva, l’autonomia, che sul velivolo è di circa sei ore, sul drone arriva a 28, conservando comunque un carico utile di 300 chili. Senza equipaggio e con i pesi modificati sale fino a 30.000 piedi (10.000 metri) e cola alla velocità di 190 nodi (351 km/h). La Forza aerea brasiliana sarà il secondo operatore del Dominator, poiché nel 2011 la Aeronautics aveva ottenuto da Israele (che ha pagato il progetto), il via libera per operare ad Alma, in Quebec, nell’ambito del progetto Miskam, volto a sperimentare la presenza di velivoli a controllo remoto nello spazio aereo civile.

Dall’Australia per la topografia digitale

La compagnia australiana di sviluppo software 3D Maptek Pty Ltd, ha comunicato il 24 febbraio scorso di voler investire denaro nella startup DroneMetrex, costruttrice del TopoDrone-100. Si tratta di un sistema di mappatura in grado di generare immagini topografiche ad alta definizione con un errore massimo di quota di 25 millimetri, destinato alla creazione di modelli tridimensionali del terreno. Il quartier generale della DroneMetrex sarà nei pressi di Adelaide.

Il drone utilizzato è un piccolo TopoDrone 100 dotato di una macchina fotografica da 24 o 39 megapixel, calibrata in Rgb o Nir, con una focale di 24 mm modificata per produrre immagini in formato raw. Il sistema di navigazione (FMS) è integrato con un ricevitore GNSS a 100 hz a doppia frequenza. L’FMS comprende anche un software di gestione per l’autopilota, una videocamera basculante e stabilizzata sincronizzata con il Gps e il sensore di temperatura per compensare eventuali distorsioni delle riprese. La correzione dell’errore geometrico dovuto alla ripresa dal cielo avviene fotografando la zona di uno scatto da differenti angolazioni e quindi interpolando i dati per ottenere una sola immagine. Il TopoDrone 100 viene lanciato mediante catapulta, ha un’autonomia di circa un’ora, rispetta le aree programmate nella sua memoria com “no fly zone” e atterra a motore spento dispiegando il paracadute. Il software di post produzione completa il lavoro del velivolo realizzando il fotomosaico delle riprese.

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http://www.dronemetrex.com/

Boeing, il gigantesco fantasma senza pilota

Si chiama Phantom Eye ed è il grande Uav costruito da Boeing. Presentato al pubblico ufficialmente il 12 luglio 2010 con un modello in scala ridotta, il prototipo ha la caratteristica di poter volare per quattro giorni senza mai fermarsi e fino alla quota di 65.000 piedi. La potenza necessaria è garantita da due motori alternativi Ford da 2.300 cc a quattro cilindri da 150 hp ciascuno, alimentati a idrogeno. L’apertura alare è 46 metri e la velocità di crociera in quota è 150 nodi, con un carico utile di 226 chilogrammi. Alla cerimonia di presentazione, Darryl Davis, capo della divisione “Phantom Works”, aveva dichiarato: “Il Phantom Eye è destinato ad aprire una nuova era nelle telecomunicazione e nell’attività di ricognizione.” Due anni più tardi il velivolo fu portato presso la base Nasa Dryden, presso il Centro Ricerche della base di Edwards, in California, dove il primo giugno 2012 aveva compiuto con successo il primo dei voli di collaudo. Video e foto su: BoeingPhantom_Eye_takeoff_610x4161124cd6ae-9993-4452-9456-1e5d6771b278.Full.

Dieci ore di volo con celle a combustibile

Si chiama Wander B ed è un piccolo Uas unico nel suo genere: è infatti motorizzato con una cella a combustibile che gli permette di volare per dieci ore senza interruzione. Arriva da Israele, nazione all’avanguardia in questo settore (per produzione seconda soltanto agli Usa), dove l’omonima azienda ha attirato capitali e risorse umane da Singapore per completare la progettazione e il collaudo. Tecnicamente il WanderB viene lanciato in modo automatizzato, può trasportare un carico utile di 1,5 kg, incluso il sistema Blue Bird dotato di sensori elettro ottici, infrarossi e laser. Il presidente della Blue Bird Ronen Nadir ha recentemente dichiarato alla stampa specializzata di aver già consolidato ordini per questo nuovo drone, che grazie alla propulsione innovativa riduce drasticamente i costi operativi, aumentando l’efficienza della sorveglianza aerea. In particolare, la propulsione a celle a combustibile presenta una segnatura termica ridotta e poco rilevabile dalle contromisure a raggi infrarossi, ed anche in campo civile si dimostra più efficace perché possiede una impronta sonora ridotta alla sola rotazione dell’elica.

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Dalla Svizzera all’Italia senza scalo (né cambio di batterie)

2012: il primo drone quadricottero è riuscito ad attraversare le Alpi volando in modo semi automatico, ovvero rilevando l’orografia del territorio e correggendo l’effetto dei venti e dei rotori aerodinamici presenti in prossimità dei costoni. Si trattava di un Microdrones MD 4-1000 di realizzazione tedesca, con una massa al decollo di 4 kg. Il carico utile era costituito da una videocamera ad alta risoluzione, con a bordo la quale lo MD 4 ha attraversato le Alpi dalla Svizzera all’Italia sorvolando il massiccio del San Gottardo in 25 minuti. Questo il video completo dell’impresa ripresa da un elicottero, dove era posizionata una stazione di controllo, e da terra mediante una vettura Mercedes-Benz, azienda sponsor dell’evento.