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Celebrità e visionari? Tipi da droni

 Pensieri a controllo remoto

… ovvero un editoriale sul sempre più grande e folle mondo Unmanned …

Se anche chi vede lontano come Richard Branson investe nell’industria dei droni, probabilmente allora è vero ciò che dicono da tempo i sociologi: che questo settore è destinato a cambiare il mondo interagendo, in modo sempre più stretto, con la vita delle persone. Per chi non lo ricordasse, Branson è il numero uno dell’impero Virgin (dalla linea aerea alla musica, alla multinazionale), è stato il primo investitore privato a credere ciecamente nella ricerca spaziale finanziando gli studi della Scale Composite di Burt Rutan, impresa con la quale ha vinto il premio messo in palio dal governo degli Stati Uniti per chi, per primo, avesse raggiunto quota 100.000 piedi con un veicolo suborbitale riutilizzabile, operazione dalla quale è nata Virgin Galactic.

Che cosa ha combinato Branson? Semplice, ha investito nell’americana 3D Robotics cominciando dal realizzare un video promozionale della sua isola privata, Necker Island, nelle Isole Vergini Britanniche, una tenuta di 74 acri noleggiabile al costo di quasi 30.000 sterline la settimana. La 3D Robotics era stata fondata nientemeno che da Chris Anderson, ex geniale direttore della popolare rivista Wired, il quale, da tempo, investe su sistemi autonomi di controllo del volo per Rpas basati su una piattaforma “open source” come Arducopter, ovvero destinati, secondo Anderson, a rendere semplice e popolare la programmazione degli autopiloti, finendo per facilitare il volo autonomo e automatico degli Rpas. A due tipi così aggiungiamo John Cale, fondatore del gruppo musicale “Velvet Underground”, che ha tutta l’intenzione di rivoluzionare il concetto “troppo militare e poliziesco” (citando le sue parole) della stessa parola drone. Per riuscire nell’intento vuole organizzare una performance realizzata con gli Rpas da presentare durante il prossimo festival musicale di Edimburgo. E per questo si avvale della collaborazione di Liam Young, non nuovo a queste imprese, con il quale Cale intende far percepire al pubblico un’immagine differente, positiva e definitiva dei robot volanti. Del resto, già negli anni Sessanta, da esponente dell’avanguardia musicale, fu tra i primi in assoluto a utilizzare automatismi e stili propri della robotica per la ricerca delle sonorità. Come dire ai propri milioni di digital-seguaci che oggi, senza droni, si è “OUT”

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Chris Anderson (3D Robotics) Chris Anderson (3D Robotics)

 

John Cale

John Cale