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Visite mediche e Rpas, niente incubi

Attese di ore presso gli Istituti di Medicina Legale, richieste di perfezione psicofisica da astronauti, timore di essere respinti e non poter essere autorizzati a lavorare. Queste le paure di molti operatori già attivi, e di coloro che desiderano mettersi in regola con quanto stabilito da Enac ma hanno qualche deficit nello stato di forma fisica.

“La preoccupazione tuttavia è ingiustificata nella maggioranza dei casi”, sostiene il dottor C.L. (lo chiamiamo così per sua volontà), medico specializzato in medicina aeronautica, che consiglia chi ha dubbi di non possedere i requisiti minimi di rivolgersi a un AME (Esaminatori Aeromedici), autorizzati proprio da Enac per rilasciare il certificato di idoneità di seconda classe. “La norme non sono così restrittive” continua C.L. “anche alcune tipologie di diversamente abili oggi pilotano aeroplani e hanno conseguito licenze aeronautiche, dunque ogni caso va valutato con attenzione e senza creare barriere insormontabili”.

Nel dubbio, ecco a chi è possibile telefonare per informazioni dettagliate: http://www.enac.gov.it/repository/ContentManagement/node/N1398516442/LISTA_7AME_PER_REGIONE_131004.pdf

Fotografia a eliche ferme

Che questo settore stia entrando di prepotenza nella vita delle persone come in vari rami dell’aviazione è stato dimostrato mercoledì scorso al Circolo della Stampa di Milano. Al nostro primo evento Dronitaly eravamo oltre 200 e tutti siete stati incollati alle sedie fino all’ultimo intervento. Neppure il tempo di ritornare a casa che il telefono ha squillato una decina di volte. Erano quelli presenti alla tavola rotonda che ancora una volta hanno voluto sottolineare I temi caldi dell’entrata in vigore del Regolamento Enac proprio ora che si attende la circolare attuativa. Lo so, bisogna aspettare, leggere bene, poi capire e regolarsi, poiché la medesima norma regola l’uso commerciale di un oggetto che pesa pochi chilogrammi e vola a trenta metri da chi lo pilota, fino a oggetti del peso di 149 kg che possono attraversare il cielo italiano volando tra aeroplani commerciali, sopra il mare ma anche città e paesi.

In generale abbiamo compreso che la febbre da drone nasce da un preciso virus: poter installare un qualsiasi tipo di sensore su un oggetto che si muove oltre il nostro sguardo e poi fruire dei risultati del suo lavoro appeso al velivolo senza pilota. Spero non siamo così messi male da desiderare questo vojeurismo radiocomandato.

Tuttavia le preoccupazioni dei miei interlocutori si sono dimostrate in genere sempre le stesse: con I droni ormai si lavora e la domanda cresce, qualsiasi stop dovuto a inadempienze burocratiche sarebbe catastrofico. Giusta osservazione, ed anche se Enac non ha alcuna intenzione di paralizzare tutti finché ente non autorizzi, per ora gli assicuratori non hanno idea di come studiare le polizze anche se non vedono l’ora di farlo. Uno di loro, rappresentante di una grande compagnia inglese, mi ha chiesto quali fossero i parametri con i quali poter confezionare un contratto proponibile. Siamo infatti lontani da quelli dell’aero modellismo, così come siamo agli antipodi dei rischi calcolati per l’aviazione civile.

Le stesse Istituzioni, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Guardie Forestali, stanno sperimentando senza ancora aver chiarito le regole d’ingaggio con l’ambiente circostante né con gli stessi loro agenti. Ma soltanto l’idea di spender meno e non esporre l’uomo a rischi li fa impazzire dalla voglia di controllare un drone a distanza.

Gli avvocati, nel dubbio, non sanno se cominciare dal Codice Civile oppure da quello della Navigazione. E in ordine di “voglia di fare” i più agitati sono coloro che desiderano aprire una scuola di volo. Ce ne sono parecchi, da chi sa già tutto e si è messo a scrivere il manuale operativo (su quali standard e sillabus, ci chiediamo), e chi non ha ancora letto la norma ma l’idea di guadagnarci lo alletta, specialmente se fino a qualche anno ha cavalcato l’onda delle scuole da diporto sportivo.

Aveva colpito il fatto che durante una recente fiera di prodotti e servizi per il matrimonio, un quarto dei fotografi proponevano già a catalogo le riprese fatte col drone. Qualcuno salvi la vecchia zia o il testimone dall’avaria del quadrirotore.

Infine ci sono i giornalisti, I quali se non altro hanno compreso come la linea di confine tra rispetto della privacy e diritto di cronaca, quando piloti un drone non si vede, è un’area grigia infinita nella quale ci possiamo orientare (sono tra di loro, ndr), facendo appello ai soli principi di etica e deontologia professionale.

In questo senso, gli avvocati di Sacramento (California, Usa) stanno discutendo una proposta interessante da far applicare a privati e forze dell’ordine: porre limiti all’uso delle immagini aeree realizzate con Rpas alle situazioni di emergenza stretta, si vorrebbe che fossero distrutte le foto e i filmati non utilizzabili come prove dopo un breve periodo di tempo, e che l’uso del drone su proprietà private sia vietato senza un mandato da parte dell’autorità giudiziaria, a meno che non sia ritenuto un caso di imminente pericolo di vita.

Non illudiamoci, non sarà la soluzione. Tanto ancora sconosciuti e imprevedibili sono i risvolti che l’uso di questa tecnologia può riservarci. La proposta per il Senato Usa la leggete qui, sulle pagine locali californiane del Los Angeles Times.

Tutto esaurito per il primo incontro Dronitaly

Si è appena concluso il primo evento Dronitaly, il cui tema verteva sulla percezione dei mezzi a pilotaggio remoto da parte del pubblico, una indagine realizzata in esclusiva da Doxa Research. Siamo molto soddisfatti del suo esito e desideriamo ringraziare le oltre duecento persone che sono intervenute, i relatori e quanti hanno lavorato per la riuscita dell’incontro. Come già accennato in chiusura della tavola rotonda, il “board” rimane aperto sia qui sia sui social network, dove invitiamo aziende, associazioni, operatori e istituzioni a interagire per la divulgazione di informazioni e soluzioni relative alla prima fase di applicazione del Regolamento Enac, in attesa (a brevissimo), dell’emissione della Circolare attuativa.

Filmato completo dell’evento
realizzato al Circolo della Stampa di Milano.

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Ecco le slide dell’evento Dronitaly

Microsoft PowerPoint - DRONI report finale.pptxDott. Massimo Sumberesi – A.D. Doxa Marketing Advice srl

Microsoft PowerPoint - Guccini_Presentazione_SAPR_5_febbraio-ircIng. Enea Guccini – Direttore Centrale Standardizzazione Sicurezza ENAC

Microsoft PowerPoint - Giovanni Torre Presentazione Lo sviluppoAvv. Giovanni Torre – Responsabile Organizzazioni Nazionali
del Trasporto Aereo di ENAV

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IMPORTANTE
il prossimo appuntamento
sarà il
26 e 27 settembre a Milano, con l’Expo Dronitaly.

Workshop Enac: regole chiare secondo classe e uso degli Rpas

L'inggener Cifaldi illustra il meccanismo del Regolamento

L’ingegener Carmine Cifaldi illustra il meccanismo del Regolamento

Viene voglia di abituarsi ad eventi del genere, avviene infatti raramente che le istituzioni azzerino del tutto la distanza con i cittadini. Di più, lavorino insieme per creare gli strumenti necessari perché un settore possa svilupparsi. Così è accaduto a Roma ieri (22 gennaio), nella sala del centro congressi Frentani, dove Enac ha incontrato operatori, rappresentanti di altre istituzioni e media per illustrare il regolamento sui velivoli a controllo remoto, per raccogliere interventi da parte delle aziende e spiegare come evolverà la normativa, il cui prossimo passo sarà l’emissione della circolare attuativa. Posto che il Regolamento in questione è “Tutt’altro che congelato…” come ha sottolineato l’ingegner Enea Guccini, la circolare alla quale sta lavorando lo staff diretto dal suo collega ingegnere Carmine Cifaldi, conserverà il principio che rende questo regolamento differente dagli altri dell’Enac: si tratta infatti di garantire la sicurezza delle operazioni secondo il tipo di operazioni che si intendono fare del mezzo a controllo remoto, rispettando pochi e chiari requisiti.

L'ingegner Guccini, direttore centrale standardizzazione di Enac e il vice direttore generale, ing. Benedetto Marasà

L’ingegner Guccini, direttore centrale standardizzazione di Enac e il vice direttore generale, ing. Benedetto Marasà.

Assorpas e Uasit, le due associazioni di operatori esistenti (non saranno già troppe per l’Italia? Ndr), hanno espresso parere positivo questo primo documento, anche se non mancano i dubbi interpretativi – alcuni ben snocciolati dalle risposte di Enac – e si attendono le chiarificazioni tecniche proprie della circolare in gestazione. Su tutte le questioni, le due più importanti riguardano il titolo di chi pilota i mezzi e come ottenere il permesso per operare secondo la classe di mezzo usato, tipicamente al di sotto o al di sopra del peso massimo al decollo di 25 kg. Sul primo quesito ha risposto direttamente il vice direttore generale di Enac, l’ingegner Benedetto Marasà: inizialmente non esisterà alcuna licenza di pilotaggio per questi mezzi, l’operatore dovrà avere una dichiarazione rilasciata dal costruttore del mezzo che certifichi le capacità di pilotaggio in tutte le condizioni (normali e di emergenza per malfunzionamento). Chi possiede un titolo di pilotaggio aeronautico (dall’attestato Vds alla licenza Cpl), avrà più facilità per operare con gli Rpas poiché i titoli sono riconosciuti da ENAC. Non è poco, poiché questo oggi consente di lavorare con i droni anche a chi lo fa da tempo, è quindi esperto, ma non è pilota di alcuna classe di aeromobile. Per operazioni in ambiti definiti critici (centri urbani, assembramenti di persone, impianti industriali), cambia l’analisi del fattore di rischio in base alle tipologie di lavoro e di ambiente nel quale le operazioni saranno condotte, cambieranno i requisiti e aumenteranno le garanzie che l’operatore dovrà dimostrare. Un esempio: se le missioni prevederanno l’occupazione di uno spazio aereo, sarà necessario che il pilota del drone possa comunicare con il servizio ATS, e quindi che costui sia dotato di certificato di fonia e conosca le regole dell’aria. Aspetto, questo, ben delineato dall’avvocato Giovanni Torre di Enav.

L'avvocato Giovanni Torre di Enav ha chiarito gli aspetti di integrazione con lo spazio aereo

L’avvocato Giovanni Torre di Enav ha chiarito gli aspetti di integrazione con lo spazio aereo

Similmente, ha spiegato chiaramente Cifaldi, il tipo d’impiego e la classe dell’Rpas definiscono la procedura per ottenere il permesso di operare (e la pubblicazione sul sito web ENAC dei soggetti accreditati). Si andrà quindi da una semplice presa d’atto da parte dell’Ente che si svolge attività, fino alla procedura di emissione di un permesso di volo (PTF) o certificato ristretto di navigabilità (RTC). Cifaldi, rispondendo ai quesiti posti dal pubblico, ha ribadito che sarà necessario eliminare qualsiasi possibilità di “single point failure” tra stazione di controllo e velivolo, una delle preoccupazioni che gli operatori hanno e strettamente legato alla garanzia del collegamento radio (data-link). Non esistono al momento frequenze dedicate e protette e non è compito di Enac deciderle o assegnarle, ma dell’UTI, dell’Europa e del Ministero delle Comunicazioni.

Riguardo le scuole di pilotaggio, che molti pensano essere attività interessanti da punto di vista imprenditoriale, Enac può accreditare strutture aeronautiche esistenti ma anche organizzazioni che partono da zero, se esse dimostrano le necessarie competenze.

Al di la di tecnicismi e normative, chi ha catalizzato l’attenzione dei presenti è stato l’intervento del Garante per la protezione dei dati personali, ufficio governativo qui rappresentato dal dottor Comella (anche pilota privato), che ha illustrato quali possono essere le criticità in materia di riprese aree e protezione dei dati, e quando le situazioni possono generare un’invasione della vita privata dei cittadini.

Il dottor Comella durante il suo apprezzato discorso sulla protezione dei dati personali

Il dottor Comella durante il suo apprezzato discorso sulla protezione dei dati personali.

Una materia complessa ma inevitabilmente da conoscere se si intendono usare Rpas per riprese foto e video. Infatti, diversi sono stati gli interventi da parte di operatori dell’industria cinematografica che fanno uso di droni e devono quindi conoscere le criticità di ogni tipo di ambiente nel quale operano.

C’è grande fermento attorno a questo uovo ramo dell’aviazione, e l’ingegner Bertolone, presidente del Cluster Tecnologico Nazionale dell’Aerospazio, ha sottolineato come sia possibile fare sistema tra ricercatori scientifici (molti, presenti in sala) e industrie per dare una scossa a un settore in cui l’Italia, per una volta non è rimasta indietro, ma si è dotata di uno strumento, appunto questo regolamento, condiviso e flessibile poiché basato su un rapporto stretto e aperto tra Enac e operatori.

Enac: workshop per spiegare il regolamento

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), ci comunica l’organizzazione di un utile Workshop per presentare il Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”. L’incontro, finalizzato a favorire l’applicazione del Regolamento, si svolgerà a Roma il giorno 22 gennaio 2014. Le richieste di partecipazione si possono inviare attraverso il sito istituzionale dell’Ente entro il 17 gennaio all’indirizzo comunicazione@enac.gov.it indicando i nominativi delle persone che intendono partecipare all’incontro e inserendo nell’oggetto la dicitura “Workshop sui Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”.

Video intervista

Disponibile video intervista all’Ingegner Enea Guccini sul Regolamento APR


ASSORPAS è l’Associazione italiana che aggrega le imprese operanti nel settore dei piccoli velivoli a pilotaggio remoto (micro e mini UAV, altrimenti detti “droni”).