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Spazi aerei, la strada americana all’integrazione

I vertici dell’ATCA, l’associazione dei controllori di volo americani, sono concordi su un fatto: integrare il traffico tradizionale con quello degli Rpas nello spazio aereo degli States è la più grande sfida gestionale della storia dell’aviazione, perché le scelte che saranno fatte determineranno un cambiamento epocale senza possibilità di ritorno.

Questa la frase pronunciata il 24 gennaio a Washington DC da Peter Dumont, presidente dell’associazione, alla prima riunione operativa per portare gli Uas a operare negli stessi spazi aerei degli aeroplani civili. Che continua: “Il salto generazionale sarà gigantesco come avvenne con l’entrata in servizio dei jet, soltanto molto più difficile da attuare. La sfida è doppia: normativa e tecnica, perché è necessario ridefinire completamente standard tecnici per mezzi di sorveglianza, velivoli a pilotaggio remoto e piloti. E questo coinvolgerà l’industria civile e militare.”

Del resto i controllori di volo riportano che i piloti di droni hanno spesso una conoscenza molto limitata degli spazi aerei e della loro organizzazione, inoltre il concetto di vedere ed evitare un altro velivolo, dagli schermi dei computer appare come finto, come se fosse una realtà virtuale e non la trasposizione a terra di una situazione reale. Come se non bastasse, sovente le comunicazioni radio devono rimbalzare tra le stazioni o dal drone a terra e la reazione dei piloti diventa tardiva.

Lo schermo radar di un settore di spazio aereo americano (foto Raitheon).

Lo schermo radar di un settore di spazio aereo americano (foto Raitheon).

Chi pilota un Uas deve considerare che specialmente i piccoli aeroplani soffrono le turbolenze e che i droni spesso volano a bassa velocità, quindi le separazioni devono essere garantite.”, precisa Dumont.

Il problema è ben conosciuto a Ted Schultz, pilota di MQ-9 Reapers per l’Usaf, il quale ammette che sia molto complesso mantenere la “Situation awarness” mentre si pilota un drone, così come è più difficile eseguire le manovre con un Uas piuttosto che le stesse con un aeroplano pilotato. A cominciare dalla semplice pressione del tasto ident per far lampeggiare il codice transponder sullo schermo del controllore, mentre chi pilota un Reaper deve arrivare con il mouse sul pulsante a video, quindi cliccare, e questo ritarda la reazione. Dalla parte dei controllori, il suo collega militare Mack Coker riporta che in Irak, i droni percorrevano rotte standard proprio per entrare e uscire dalle zone calde senza limitare il traffico convenzionale e loro stessi. Ma che questo sistema implicava cinque minuti di totale inutilità dei sistemi, dal decollo al raggiungimento del ‘cancello’, un punto calcolato e prestabilito dal Gps, ma senza altri traffici attorno. Siano anche preoccupati dalla possibile perdita di data-link tra velivolo e pilota, così come le possibilità di sabotaggio”.

Le rotte dell'aviazione commerciale sugli Usa (rappresentazione).

Le rotte dell’aviazione commerciale sugli Usa (rappresentazione).

La sfida è cominciata, l’FAA si aspetta che l’integrazione avvenga entro il mese di settembre del 2015. E Jim Williams, capo dell’ufficio integrazione, è ottimista. “Intanto” dice, “cominceremo ad approvare entro quest’anno la classe degli Uas commerciali regolamentati senza troppa burocrazia, quelli con peso inferiore di 25 chilogrammi. Potremmo essere pronti a novembre del 2014, usando come riferimento per i costruttori gli standard ASTM, come è avvenuto per gli aeromobili leggeri Lsa.”

Amazon, le aero-consegne e gli studi di settore

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Gli esperimenti di consegna automatizzata mediante gli Uav saranno preziosi per comprendere come si trasformerà l’industria dei corrieri durante il prossimo decennio, risparmiando tempo e costi. Questo il punto di vista dei vertici dell’azienda pioniera e leader del mercato delle vendite online. Ma mentre Amazon cerca di dimostrare che questo tipo di consegne sono fattibili – e non mancano le resistenze di chi pensa a una totale lesione della privacy – non con la stessa velocità procede il Governo Usa, che innanzi tutto deve eliminare il divieto dell’utilizzo commerciale dei droni, fatto sul quale la Faa sta invece lavorando sodo per pubblicare il primo regolamento. Questo documento dovrà essere approvato, sperimentato e validato prima che il progetto di Amazon possa cominciare le operazioni, e si parla del 2015. Secondo lo studio di Amazon, l’utilizzo diffuso dei droni negli Usa potrebbe avere un impatto economico elevato, sviluppando un volume d’affari di 82 miliardi di dollari creando centomila posti di lavoro tra il 2016 e il 2026.

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Il collega di AUVSI Brett Davis ci informa che l’autorità aeronautica statunitense (FAA), attraverso il suo amministratore Michael Huerta, ha reso noto di aver selezionato sei zone geografiche del territorio Usa per poter sperimentare il volo dei droni in situazioni operative. Lo studio è stato fatto dall’Università dell’Alaska, dallo stato del Nevada, dalla direzione dell’aeroporto Griffiss International di New York, dal Dipartimento del commercio del Nord Dakota, dall’Università A&M del Texas, dal Politecnico e dell’Università della Virginia.

FAA emetterà a breve un NoTAm valido 180 giorni per l’attivazione degli spazi aerei.

“Il fatto più importante” dichiara Huerta “è poter attivare questa piattaforma su larga scala in tempi brevissimi; la scelta dei sei siti è stata fatta tra una ventina di proposte, per poter sperimentare in tutto il Paese il volo dei droni in condizioni di traffico e climatiche molto differenti tra loro, dall’Oregon alle Hawaii. Nel Nevada, che garantisce ampie aree, sperimenteremo gli standard operativi dei droni, mentre a New York la loro integrazione con lo spazio aereo civile congestionato. Il Nord Dakota è l’unico stato che garantisce escursioni climatiche tali da ricomprendere quelle del resto degli Usa; il Texas ha spazi aerei adeguati per sperimentare la perdita di controllo dei velivoli simulando recuperi d’emergenza, così come in Virginia e New Yersey. Ma non trascureremo neppure lo studio degli aspetti relativi alla privacy dei cittadini.”
La sperimentazione sarà operativa fino al 13 febbraio 2017, quando i risultati delle sperimentazioni saranno sottoposti al Congresso degli Stati Uniti. La FAA sta anche lavorando al processo di integrazione dei piccoli Uas nel sistema aviazione americano, e che è già attiva una limitazione all’utilizzo commerciale dei sistemi

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